mostra multimediale di Stefano Iraci
L'immaginario collettivo è un pensiero diffuso in una collettività condizionato dall'informazione. Una sorta di sogno che muove dalle trame più profonde e meno controllate della coscienza, sogno scatenato dai racconti e le favole dei media. E' attraverso la televisione che i "grandi" ci raccontano storie, è alle parole stampate che ci troviamo a dare forme con la mente. Proprio per il carattere diffusivo delle informazioni l'immaginario collettivo oggigiorno assume proporzioni planetarie prescindendo da latitudine/longitudine, fede o ideologie. Ormai la realtà/finzione dei media costruisce immagini sempre più realistiche, altamente condizionanti, precorrendo e preconfezionando quelle che crediamo essere il frutto della nostra fantasia. Nella scatola sacra che ognuno di noi porta sulle spalle trovano posto proiezioni aberranti, violente, impressionanti, terrificanti: tutto quello che vedremo non ci sorprenderà, non ci troverà impreparati, perché ci è stato fatto vedere/immaginare già tutto (o quasi). In questa mostra Stefano Iraci affronta il tema dell'immaginario collettivo partendo da riflessioni sul rapporto tra Islam e Cattolicesimo, così come ci viene grossolanamente rivenduto dalle opposte propagande. Attraverso la sovrapposizione/fusione di immagini della spiritualità islamica e cattolica diffuse dalla televisione si generano paesaggi visionari percorsi da morfe che ai nostri occhi appaiono quali alieni e/o fantomatici guerrieri. Le immagini elaborate sono icone architettoniche delle due religioni: così oblunghe finestre di slanciati minareti protesi verso il cielo ribaltandosi diventano, per una sorta di psicosi generata dai media, bombe terrificanti lanciate sulla terra. Qualcosa che qualcuno ci sta mettendo nella testa, qualcosa che genera paura al solo immaginarlo.